Educazione Musicale: passi avanti (ed indietro)

L’Italia paese culturalmente e storicamente “musicale” ha dimostrato una grande carenza negli ultimi trent’anni per quanto riguarda l’educazione musicale, in parte colmata con interventi “spot” da parte di enti locali e ministeri. Il Piano Nazionale per la formazione musicale ha dato una svolta formativa importante in questi ultimi anni, ed a livello didattico sono stati avviati anche progetti di condivisione di esperienze didattiche come “Musica a scuola” promosso dal Miur e dal comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica a cui hanno aderito scuole di diverse regioni (Calabria, Lazio, Veneto, Emilia Romagna).  Il “Bonus Stradivari” che abbiamo lodato come associazione nel 2017 ha un importo maggiore con l’estensione ai licei musicali e corsi pre-accademici

Il Piano Nazionale per la formazione musicale recepito dalla “Buona scuola” prevedeva un budget di 2 mld l’anno per lo studio della musica in tutte le scuole, ma poi il Miur taglia le ore di lezione individuale, un provvedimento sospeso grazie anche all’avvocato Domenico Naso, il TAR del Lazio  infatti ha annullato la nota del ministero dell’Istruzione che prevedeva la decurtazione di 33 ore delle 99 totali annuali previste, in attesa della prossima udienza.

Nonostante la continuità nelle azioni governative annunciata dagli esponenti del governo Gentiloni sembra che si vuole andare “avanti” ma se non fosse per il TAR si rischiava di tornare “indietro” nella formazione musicale dei giovani.

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